Come i più attenti sapranno, grazie al decreto legge 50 del 24 aprile 2017, approvato definitivamente con la legge 96 del 21 giugno 2017 anche l’Italia ha aperto il mercato dell’equity crowdfunding a tutte le PMI. Prima del citato d.l. ad accedere a questa particolare forma di finanziamento potevano essere solo alcune start-up innovative o a vocazione sociale.Per chi ancora non sapesse di cosa si tratta quando si parla di crowdfunding, o finanziamento collettivo, vi rimando direttamente alla relativa pagina di Wikipedia

Anche se erroneamente qualcuno sostiene che il crowdfunding permette di sostituire il sistema di finanziamento bancario, è innegabile che questo rappresenti un affiancamento sinergico, perché il capitale raccolto tramite sottoscrizione rafforza la posizione creditizia del soggetto promotore rendendo finanziabili operazioni che diversamente potrebbero non esserlo.

Ovviamente le principali piattaforme non si sono fatte attendere ed hanno iniziato ad ospitare progetti immobiliari come per esempio quelli di Crowdre ospitati dal portale Wearestarting. La prima realtà estera dedicata esclusivamente al real estate che ha iniziato a proporre investimenti nel “bel paese” è la spagnola Housers, che dopo l’operazione di Milano Breda sta ora proponendo un piccolo investimento in via Cozzi 8.

Altro player molto attivo è Walliance del gruppo Bertoldi, azienda trentina già attiva in diversi settori che vanno dall’alimentare al fintech. In questo momento stanno raccogliendo, tra le altre, le pre adesioni ad un progetto di cohousing in Via Sant’Arialdo 91.

E’ lecito ipotizzare che anche in Italia accadrà quanto si è verificato negli USA, dove questo mercato nato nel 2012 sta avendo una crescita esponenziale con un valore di 2,5 miliardi di dollari nel 2015 che nel 2016 ha superato quota 3,5 miliardi.

Sarebbe interessante capire se il finanziamento collettivo potrà divenire una valida alternativa alla vendita degli asset immobiliari di pregio che da qualche anno sono appannaggio di pochi gruppi italiani e troppo spesso invece finiscono in mani straniere.

1 commento

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti a ImmoScan la mia fantastica newsletter!